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coach
Il dentista coach è una figura emergente
che dirige lo studio esaltando le competenze individuali e di gruppo, capace
di stimolare consapevolezza, responsabilità e senso di appartenenza all'interno
del team.
Antonio Pelliccia
Un "allenatore" nello studio odontoiatrico
italian
Dental Economist -
4/2005
-
ottobre 2005
Se la diffusa crisi dell'economia e la contingenza attuale creano spesso ansia
nella direzione di uno studio dentistico, il segreto della sicurezza economica
deriva dalla capacità di soddisfare il cliente-paziente
attraverso una sempre più professionale relazione umana.
Ai collaboratori sono richieste creatività,
flessibilità, disponibilità
all'assunzione di responsabilità individuali.
In parallelo si chiede al dentista sempre più con forza di fare ancor
meglio o di fare di più, ma con meno: meno tempo, minori costi, meno
collaboratori, meno incertezze e variabili. E nessuna voce esclude l'altra.
L'organizzazione è sempre al centro di tutte le attenzioni e le soluzioni,
deve essere sempre più snella, i livelli di decisione si assottigliano,
si diffonde l'utilizzo della delega, dei collaboratori, del personale competente
(che non deve solo svolgere quindi un compito). La differenza tra chi è
competente e chi svolge solo compiti è determinante nel vantaggio competitivo
dello studio dentistico verso il mercato. La leva dello sviluppo non è
più quella della gerarchia ma quella del coach,
della condivisione di obiettivi e della sinergia del Team.
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Il
coaching non è solo una tecnica,
ma è un modo di pensare, guidare, e gestire le persone che lavorano,
un approccio nel quale empatia, trasparenza, etica della relazione, sono
presupposti irrinunciabili.
Coach,
in inglese, è la persona che insegna, allena un atleta o una squadra
di atleti nei fondamentali di uno sport competitivo e dirige la strategia
di una squadra. E per riuscire a farlo deve avere il coraggio di rimettere
in discussione tutto, sempre daccapo, creando una dimensione emozionale
condivisa, suscitando entusiasmo e passione. Deve plasmare la leadership
degli altri, affinché siano disposti a mettersi in gioco in vista
di obiettivi ambiziosi.
In questa luce deve essere un sicuro supporto psicologico per la struttura
(studio dentistico), una necessità che è emersa con sempre
maggiore evidenza dalla trasformazione del mercato, dove chi riesce a
comunicare la propria qualità ed a renderla percepibile al paziente,
ottiene il successo professionale.
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IL DENTISTA-COACH
E' un professionista in grado di stimolare consapevolezza e responsabilità
sia nel proprio gruppo di lavoro, sia nel paziente - cliente - partner.
Infatti il paziente diventa spesso il vero
partner per lo sviluppo del successo dello studio, la vera risorsa sulla quale
investire in informazione, in comunicazione, in soddisfacimento delle necessità
e bisogni, sempre senza perdere di vista le reali esigenze dello studio ma rendendo
lo svolgimento dell'attività un progetto condiviso per la migliore prestazione
verso il paziente, ed il paziente ne fa parte attiva, con il Team.
I dipendenti, possono dare un contributo
decisivo al raggiungimento di questi obiettivi dello studio (aziendali), soprattutto
se ne condividono valori e sistema.
Il dentista coach
individua e trasmette la cultura dello studio, la mission, la filosofia
di lavoro, la realtà ed il contesto imprenditoriale nel quale agisce,
favorisce la coesione del gruppo cogliendo gli elementi di competizione per
trasformarli in argomenti di collaborazione.
Infonde sicurezza in se stessi, certezza dei propri mezzi e senso di responsabilità.
Il dentista
- manager - leader ed un atleta di alto livello hanno
lo stesso approccio verso il gruppo nel quale lavorano.
Entrambi sono individui che hanno in larga parte raggiunto gli obiettivi posti
e sono considerati quindi persone di successo; sono caratterizzati dall'energia
e dall'impegno che pongono nelle loro attività; le loro competenze emergono
in maniera evidente e decisiva nelle situazioni di maggior pressione e stress;
sono consapevoli di poter affrontare la gran parte delle situazioni o dei problemi
con efficacia.
Si prendono la responsabilità dei risultati delle prestazioni, sono percepiti
da gruppo come affidabili e competenti, per alcuni un modello da emulare; cercano
continuamente soluzioni, si rinnovano a ogni sfida e ricercano il contributo
delle persone in grado di aiutarli a raggiungere gli obiettivi.
Questi sono elementi standard nel dentista - manager - coach, ma sono elementi
che vanno raggiunti e non bisogna pensare che queste persone non vivano momenti
di difficoltà.
Le sconfitte e gli insuccessi anzi, ci sono, ma devono essere ponderati come
un'opportunità per migliorare e non ripetere l'azione. Non si colpevolizzano,
né si deprimono. E' la diversa interpretazione dell'errore che fa la
differenza.
Il vero manager - leader, per esempio, è in grado di stravolgere le strategie
utilizzate in altre occasioni, pur se vincenti; il coach deve insegnare che
le frasi come:
“noi in questo studio, ci siamo sempre trovati
bene così perché abbiamo sempre fatto così…”
non sempre sono utili. Anzi.
C'è una correlazione positiva tra allenarsi per ottenere risultati
attraverso lo stimolo costante di competenze che generano convinzione per sentirsi
pronti in ogni occasione sia oggi che in futuro. Fondamentale è il senso
di appartenenza.
Non è solo il guadagno a creare coesione. Neppure creare un gruppo di
campioni significa avere uno studio vincente.
Esiste una relazione tra emotività e prestazioni del Team.
Le migliori aziende (studi dentistici) sono quelle che coniugano in modo ottimale
emozioni piacevoli e spiacevoli in un disegno di consapevolezza che produce
prestazioni ottimali e collaborazione con sinergia.
Gli analisti dei sistemi di organizzazione oggi diffondono sempre maggiormente
la teoria del coaching come una vitamina indispensabile alla struttura di ogni
organizzazione complessa, come ad esempio quella dello studio dentistico.
Occorre acquisire una mentalità manageriale, gli individualismi cadono
a favore del gioco di squadra, i segreti e gli atteggiamenti censori vengono
sostituiti da una mentalità aperta, lo stile di guida dello studio prescrittivi
viene abbandonato a favore della richiesta di assunzione di responsabilità
ai collaboratori.
Nel mio corso di coaching automotivazionale spiego diffusamente quanto sia
un limite semplicemente dire ai propri collaboratori come svolgere un'attività,
non vi sarà un accrescimento della consapevolezza nelle persone, né
uno sviluppo della creatività. Soprattutto come essere prima di tutto
leader di sé stessi.
Saper gestire le risorse umane è il vero segreto del successo soprattutto
se tra le risorse umane non vi sono solo i collaboratori ma anche i pazienti.
Spesso si crede che basti organizzare il lavoro per avere uno studio efficace,
ciò è riduttivo e sbagliato. In questo modo si resta solo prigionieri
dell'operatività, ci si dimentica che dietro vi sono persone, emozioni,
obiettivi, sensazioni forti e delusioni, successi e insicurezze.
Occorre avere una visione più ampia del concetto di organizzazione!
Alcuni pensano: “Se
devo spiegare alla mia collaboratrice quello che deve fare, dargli tutti i consigli
del caso e poi controllare che il lavoro sia fatto bene e magari alla fine devo
rimetterci le mani, faccio prima a farlo da solo”.
Bene chi compone questo sillogismo non si lamenti se nel tempo cambierà
continuamente collaboratori chiedendosi, inoltre ingenuamente e ciecamente,
il perché.
La motivazione delle persone è alla base del senso di responsabilità
e di appartenenza. Esistono alcuni segreti per riuscire in questo intento e
per essere manager - leader - coach, come potete leggere nell'elenco qui sotto.
Il primo obiettivo però è quello di lavorare sul piano di autosviluppo,
elaborando un programma di autoformazione e di consapevolezza per generare apertura
all'apprendimento da parte delle persone che entreranno in contatto futuro.
I risultati sono reali in termini di produttività e di efficienza sul
lavoro, nonché di miglior equilibrio mentale e temporale dei collaboratori
e dei pazienti. CH
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