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Le aziende a livello mondiale non sono ancora preparate
a difendersi efficacemente dagli attacchi informatici che minacciano la sicurezza
dei dati aziendali: questo è quanto rivela l'undicesima edizione dello
studio annuale di Ernst & Young "Global Information Security Survey".
Claudio Palerma
Sicurezza informatica e formazione dei dipendenti
italian
Dental Economist -
4/2005
-
ottobre 2005
Le aziende a livello mondiale non sono ancora preparate
a difendersi efficacemente dagli attacchi informatici che minacciano la sicurezza
dei dati aziendali: questo è quanto rivela l'undicesima edizione dello
studio annuale di Ernst & Young Global Information Security
Survey.
La ricerca di Ernst & Young fa il punto
della situazione internazionale sulla sicurezza informatica e sull'attenzione
ad essa riservata da parte delle aziende.
Solo il 30% delle aziende intervistate investe
adeguatamente nella formazione dei propri dipendenti. Ma in Italia il 57%
delle imprese intervistate ha manifestato l'intenzione di aumentare gli investimenti
in sicurezza informatica nel 2005.
La ricerca rileva un livello di guardia abbastanza alto all'interno delle strutture
aziendali di tutto il mondo e, in generale, una maggiore consapevolezza rispetto
al passato dei rischi connessi alle minacce informatiche provenienti dall'interno
delle organizzazioni. Tuttavia si evidenzia un certo ritardo nel predisporre
interventi tesi a contrastare concretamente gli attacchi informatici che costituiscono
una seria minaccia per la sicurezza dei sistemi e delle informazioni.
I responsabili delle aziende sono ancora restii ad intraprendere azioni preventive:
oltre il 70 % delle 1.233 aziende
selezionate all'interno di 51 paesi, tra cui l'Italia, e interpellate
come campione nello studio Ernst & Young,
non prevedono, infatti, iniziative di addestramento o programmi di sensibilizzazione
dei dipendenti sulle problematiche legate alla sicurezza delle informazioni.
Le aziende, sottolineano i ricercatori, tendono troppo spesso a sottovalutare
i pericoli che possono arrivare dall'interno dell'organizzazione.
Non affrontano in modo adeguato le problematiche relative alla sicurezza informatica,
finchè non si verifica un incidente significativo.
L'attenzione è soprattutto focalizzata sulle minacce esterne e, in particolare,
sul pericolo dei virus informatici; gli investimenti tecnologici si concentrano,
in prevalenza su soluzioni tecnologiche esterne, come firewalls e protezioni
antivirus.
Poche realtà si preoccupano, invece, di dedicare risorse alla sensibilizzazione
e alla formazione del personale, riservando una minore attenzione verso problematiche
che potrebbero insorgere dall'interno delle strutture, derivanti da comportamenti
negativi, omissioni e violazioni vere e proprie delle regole standard.
Secondo il 34% circa degli intervistati,
le risorse economiche messe in campo per la gestione della sicurezza informatica
nel 2005 rimarranno allo stesso livello del 2004, mentre per il
57% il budget è destinato ad aumentare.
La notizia appare confortante soprattutto in considerazione del fatto che gli
stessi intervistati lamentano oggi, nel 73%
dei casi, proprio la restrizione del budget quale maggiore limite per l'applicazione
di efficaci provvedimenti legati alla sicurezza informatica all'interno della
propria impresa. La mancanza di consapevolezza da parte degli utenti finali
costituisce, invece, un limite per il 61%
degli intervistati.
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