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editoriale_guastamacchia
Un autorevole gruppo di
studiosi, comprendente professori di medicina, farmacologi, sociologi, psicologi,
giornalisti, ha prodotto un documento altamente meritevole di elogio. Tale documento
è denominato Carta
di Firenze, prendendo il nome dalla città in cui è stato
elaborato e pubblicato.
Carlo Guastamacchia
Una iniziativa davvero da elogiare
italian
Dental Economist -
4/2005
-
ottobre 2005
Un autorevole gruppo di studiosi, comprendente professori di medicina, farmacologi,
sociologi, psicologi, giornalisti, ha prodotto un documento altamente meritevole
di elogio. Tale documento è denominato Carta
di Firenze, prendendo il nome dalla città in cui è stato
elaborato e pubblicato.
E' composto da 15 articoli ed ha lo scopo di affiancarsi al nostro Codice Deontologico,
volendolo integrare con suggerimenti operativi, soprattutto riferiti al campo
della comunicazione-informazione.
Il cuore del documento è infatti ispirato alla indispensabile necessità
di curare al massimo la relazione, umana e informativa, con il paziente, indipendentemente
da quanto questi possa presentare come cultura e come patologia.
Tutto l'insieme del documento appare davvero innovativo, essendo incentrato
su una particolarità operativa della professione medica che si può
sinteticamente esporre così: la parola è
la cura
Non c'è bisogno di sottolineare quanto questa indiscutibile verità
sia quotidianamente ed estesamente tradita da una grande quantità di
colleghi, dentisti e non, sia del settore pubblico che di quello privato. Chiunque,
tra noi, abbia avuto una esperienza personale (e, volutamente, anonima ) sa
come si viene "trattati" quanto a comunicazione, informazione, disponibilità
ed affabilità da parte della squadra sanitaria in cui ci imbattiamo.
La sollecitazione della Carta di Firenze giunge, pertanto, perfettamente a proposito.
Ma c'è un altro particolare che è doveroso sottolineare e da
elogiare ed è quello che riguarda l'articolo 5 della Carta.
L'articolo in questione dice testualmente: Il tempo
dedicato alla informazione, alla comunicazione e alla relazione è tempo
di CURA.
Questa precisazione, sulla quale il sottoscritto insiste letteralmente da sempre,
a mio avviso sottolinea ed istituzionalizza un principio che dovrebbe essere
inserito nel Codice Deontologico, per un doppio motivo.
- In primo luogo perché l'enunciato
di questo articolo 5 tende ad obbligare ogni collega, deontologicamente, alla
pratica sistematica della disponibilità
(affabile disponibilità, aggiungo io) alla comunicazione
- In secondo luogo perché l'accettazione
di questo principio impone l'obbligo assoluto a colleghi, pazienti e assicurazioni
di considerare il tempo della comunicazione come tempo da remunerare con regolare
onorario.
Chi avesse dei dubbi provi a considerare come si svolge la quotidiana operatività
dello psicologo … o dell'avvocato: tutto gli apparirà più
semplice ed indiscutibilmente regolare quale consuetudine da mettere in pratica.
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