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editoriale_leghissa
Sul numero di giugno 2004 del Journal American Dental
Association c'è un interessante articolo di Rada e Johnson-Leong
dal titolo: “Stress, burnout, anxiety and depression among dentists”.
Giulio Cesare Leghissa
... E allora, ci facciamo un bel sorriso?
italian
Dental Economist -
3/2005
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giugno 2005
Sul numero di giugno 2004 del Journal American Dental Association c'è
un interessante articolo di Rada e Johnson-Leong dal titolo:
“Stress, burnout, anxiety and depression among dentists”.
Vi si legge che su più di 3500 dentisti intervistati oltre il 38
% dichiara che sempre, o spesso, è preoccupato o ansioso.
Il 34 % dice di sentirsi fisicamente e psicologicamente
esausto e il 26 % soffre costantemente di
mal di testa e/o mal di schiena.
Gli autori affermano che ci sono tre cause fondamentali per lo stress alla
base di questo diffuso e profondo disagio:
- I dentisti lavorano in ambienti piccoli (le sale operatori), in
aree ancora più piccole (il cavo orale), stando sempre seduti,
senza staccare gli occhi dal piccolo bersaglio, compiendo movimenti
lenti e precisi con le mani, consapevoli della attenzione che devono
continuamente dedicare al compimento degli atti clinici.
- Mentre con il crescere della loro esperienza clinica decresce lo
stress durante la attività clinica, non diminuisce mai lo stress
legato alla soluzione dei problemi manageriale e gestionali ai quali
nessuno li ha preparati.
- Vi è una percezione diversa dello stress professionale da
parte dei dentisti e da parte dei membri della loro èquipe. Ambiguità
dei ruoli, sottovalutazione delle competenze e della abilità
professionale, sottostima di se stessi sono gli elementi alla base dello
stress delle assistenti.
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Le conseguenze possono essere serie e rendere faticosa fino all'insopportabile
la vita professionale.
E allora?
Ancora una volta competenza manageriale, attenta valorizzazione delle risorse
umane, padronanza degli elementi base della economia aziendale diventano le
questioni centrali sulle quali si definisce la qualità della vita professionale
del dentista.
Qualità della vita, non maggior guadagno.
Indipendentemente dal fatto che una competente gestione economica (competente
non significa taccagna) dell'azienda produce inevitabilmente un maggior flusso
di danaro, non stiamo ora parlando solo di questo.
Un maggior flusso di danaro significa maggiore serenità nell'affrontare
ammodernamento, investimenti (anche e soprattutto nelle risorse umane che sono
la più importante di tutte le risorse dell'azienda), ma significa anche
miglior rapporto amministrativo con i clienti.
Qualità della vita significa sorridere sul lavoro, affrontare i problemi
consapevoli che possono essere risolti.
Magari non subito, magari non facilmente, ma possono essere risolti. E significa
anche lavorare con assistenti orgogliose del proprio lavoro, soddisfatte delle
proprie condizioni e capaci di dire al momento giusto: “dai
dottore, non faccia quella faccia, ci faccia un bel sorriso…”
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